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Non sento più
niente

Workshop su "Zio Vanja"
di Cechov

a cura di  Stefano Patti 

   dal 27 aprile al 1 maggio 2026   

Non sento più niente

Workshop su "Zio Vanja" di Cechov
a cura di  Stefano Patti 

DURATA 

dal 27 aprile al 1 maggio 2026
dalle 10:00 alle 17:00

COSTO​​

€ 180 PARTECIPANTI / € 80 UDITOR* 

INFO

Per iscriversi al workshop inviare entro il 23 aprile:

  • 1 foto

  • Curriculum Vitae

Per ulteriori informazioni e prenotazioni scrivere a chroma.mandrione@gmail.com

Dimenticate la Russia dei pizzi, dei samovar e dei sospiri eleganti. Delle grandi sale da ballo e della nobiltà decadente. 

Non sento più niente vuole essere un’esplorazione profonda della paralisi emotiva che colpisce chi smette di sperare. È il racconto crudo di otto persone incastrate in una vita che non hanno scelto, prigioniere di una provincia che mangia i sogni e li sputa fuori sotto forma di conti da pagare, noia e alcol.

Lavoreremo su Zio Vanja come se fosse un pezzo di cronaca contemporanea, un frammento di vita catturato in una realtà di periferia o in un bar che non chiude mai. In questo workshop lavoreremo su una verità fastidiosa, scomoda: quella delle occhiaie profonde dopo una notte insonne, dei silenzi imbarazzanti che pesano come piombo, della rabbia sorda che fa tremare le mani mentre si cerca di accendere l'ennesima sigaretta con le dita ingiallite.

Sposteremo l'attenzione dalle parole ai corpi: corpi stanchi, appesantiti dalla ripetizione di gesti inutili, corpi che si urtano in spazi troppo stretti dove l'odore dell'altro diventa insopportabile. Indagheremo quella linea sottile dove la rassegnazione si trasforma in cinismo e dove l'amore non è un idillio, ma un'ossessione che serve solo a sentirsi meno morti.

 

"Я больше ничего не чувствую" (Non sento più niente) sarà il nostro mantra: il punto di partenza di chi ha smesso di lottare contro il fango per iniziare a sprofondarci dentro, cercando, in quel buio, una scintilla di umanità reale e non filtrata.

 

La tragedia dei personaggi cechoviani non è la morte interiore, ma la resistenza vitale che ancora ribolle sotto il ghiaccio. Se fossero catatonici, non ci sarebbe dramma. Invece, sono come motori accesi col freno a mano tirato: consumano energia, bruciano, fondono, ma restano fermi.

Nel workshop, la paralisi emotiva diventa  il "muro" contro cui i personaggi si schiantano. Analizzeremo l’opera e i suoi personaggi giocando con lo sbalzo termico che vivono, tra stasi e scatti, tra apatia e frenesia che è il cuore del Realismo Sporco in Čechov.

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Stefano Patti è un attore, regista e coach italo-inglese nato a Roma. Si forma con Alvaro Piccardi con cui porta in scena Pene d'amor perdute di W. Shakespeare, Elena di Euripide. Al Globe Theatre di Roma recita in Romeo & Giulietta per la regia di Gigi Proietti e Falstaff e le allegre comari di Windsor diretto da Riccardo Cavallo. Viene chiamato come protagonista ne L'importanza di essere Earnest (TSU) , nel ruolo di Orazio in Hamlet (Piccolo Teatro) e Buckingham nel Riccardo III di Shakespeare (TSU) diretti da Antonio Latella. Nel 2015 inizia la sua carriera da regista con l'attore Marco Quaglia con il quale porterà in scena Echoes di L. De Liberato (presentato inoltre al Fringe di Edimburgo, Londra, Limerick e New York), Harrogate e Diario di un pazzo di A. Smith, Snowflake di M. Bartlett e A notebook for winter (Un quaderno per l'inverno) di A. Pirozzi. Lavora inoltre come dialect coach su set internazionali prodotti da Cattleya. Ha insegnato acting in English presso la Scuola di recitazione del Teatro dell'Orologio e presso la Scuola del Teatro di Napoli sotto la direzione di Renato Carpentieri.

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+39 366 170 1389

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